Saturday, November 26, 2011

Donne vs cesso pubblico: la sfida del secolo

ATTENZIONE: post dal linguaggio ben poco aulico e dal contenuto trash.

Buonasera bella gente! Che cavolo ci fa a casa questa sfigata di sabato sera, direte voi?? Ma che ve frega, dico io?? Scherzo ovviamente! Sono appena rincasata nelle mie nebbiose terre natie...mi mancavano i ventimila gradi sotto zero e un principio di congelamento agli arti superiori una volta uscita senza guanti! Quindi eccomi qui davanti al computer con la mia tazza fumante di tisana...non fa molto giovane scrittrice in carriera? Vabbè, forse in effetti mi si addice di più giovane pagliaccia :P
Ma veniamo subito a parlare di argomenti di grande spessore (come del resto tutti i post di codesto blog)! Il protagonista di oggi è il grande nemico/amico di noi donne: il cesso pubblico. Croce e delizia, portatore di liberazione, ma anche di cistiti e altre simpatiche infezioni, oggetto controverso su cui poeti e cantanti hanno speso fior di parole; insomma, questo sconosciuto.
Giorni or sono, mentre mi ammazzavo di lavoro per portare a termine il mio tirocinio presso l'inconsueta sede della biblioteca dei frati cappuccini (se volete sapere come tutto iniziò - non state nella pelle, eh? - cliccate pure QUI), ho sentito il richiamo della natura, lo stimolo a espletare le mie naturali funzioni fisiologiche (vediamo quanto siete forti di stomaco), un appello dal basso ventre...insomma, chiamatelo come volete, in sostanza mi scappava da pisciare (lo so, oggi sfocio nel turpiloquio). Poso dunque le tre tonnellate di libri che stavo portando da uno scaffale all'altro e mi dirigo baldanzosamente verso la toilette che Frate XXX mi ha gentilmente messo a disposizione per fare Plin Plin. Mentre compivo il mio sporco lavoro mi sono ritrovata a pensare alla lotta quotidiana che noi donne, esseri penalizzati dalla natura in quanto mancanti di gingilli vari nelle parti basse, dobbiamo affrontare per liberare la nostra povera vescica. Semplice la vita per gli uomini! Devono solo abbassarsi la cerniera, sfoderare l'idrante e irrigare l'albero di mele lì accanto. Esatto, proprio quella mela che avete assaporato oggi a cena (buon appetito!). E indovinate? Nemmeno questo riescono a fare! Perbacco, è lampante la difficoltà di centrare un buco di venti centimetri di diametro! E' stato seguendo questo ragionamento che sono giunta alla conclusione che un uomo per pulirsi le orecchie con un cotton-fioc debba chiamare la Protezione Civile.
Ora, pensate al calvario delle povere femminucce. Per fare la Numero Uno (non c'è bisogno che vi spieghi qual è la Numero Due, vero?) è necessario eseguire queste semplicissime operazioni:

  1. Dopo aver tirato giù tutto l'ambaradan, avere cura che collant/leggins/gonna/pantaloni/mutande non sfiorino la tavoletta unta e bisunta. Non parliamo poi della tragedia invernale, quando a tutto ciò si aggiunge il piumone imbottito con pelo di muflone, lungo fino ai piedi e con le maniche bordate di pelliccia.
  2. Cercare di non strozzarsi con la borsa (solitamente dal peso non indifferente) appesa al collo. Come? Poggiarla per terra? Shut up!
  3. Tenere una mano sulla porta per sicurezza. Non so voi, ma io quando posso evito di chiudermi a chiave. Pensate, magari siete in aeroporto e rischiate di fare una bella vacanza al cesso piuttosto che alle Mauritius! Oppure, potrebbe capitarvi un'avventura come quella della sottoscritta, rimasta intrappolata nel wc dell'università e liberata dopo 15 minuti. Ho dovuto chiedere aiuto a un'ignota studentessa (mia salvatrice!) che ha chiamato la bidella che ha chiamato un'altra bidella che (la ripetizione del "che" è voluta, non linciatemi!) ha chiamato il tuttofare dell'università che mi ha liberata di fronte a una folla esultate. Sì, da quel momento sono diventata popolare.
  4. Prendere con il terzo braccio che ci è improvvisamente spuntato la carta ig...cazzo, è finita! Cazzo cazzo, non ho i fazzoletti!!
  5. Premere col mignolo lo sciacquone, ritirare armi e bagagli e uscire dal bagno con la poca dignità rimasta per poi incontrare sguardi di solidarietà (o di odio, dipende dalla coda) di altre donne.

Ovviamente tutto ciò solo in normali situazioni ciclo-free. Cari uomini, vi sfido a fare lo stesso!

Questo post è dedicato a tutte le fanciulle dalla vescica veloce, in particolare alle mie amiche Mamma D. e Ultimogiornodisagra :P

Un ultimo consiglio: se avete appena mangiato, non digitate su Google Immagini la parola "cesso". Nemmeno se siete berlusconiane.


Donne e wc pubblico: argomento spinoso e scottante.

 Tra gli spassosi passatempi maschili troviamo anche il famoso "piscia-party". Come recita la didascalia originale della foto "chi non piscia in compagnia o è un ladro o è una spia": per accedere al "piscia-party", ogni uomo deve ripetere queste parole d'ordine.
 A noi donne non resta che guardare e invidiare.

Coraggio, bambini, ce la potete fare!

 Dulcis in fundo, una deliziosa immagine trash per dare un ulteriore tocco di classe a questo post.
 Io vi avevo avvisate. 
Come potete vedere, anche gli antichi spartani facevano "quella grossa". Ah, e in caso non lo sappiate, la parola "diarrea" deriva dal greco "rein", scorrere, e "dia", attraverso. Non ringraziatemi, è stato un piacere.

14 comments:

  1. Hahahaha GRANDE! E' veramente così facile per gli uomini!!! Ehhh che dobbiamo fa'? E' sempre una lotta nei bagni pubblici...

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  2. Possiamo solo sperare che i giapponesi inventino qualche utile aggeggio x semplificarci la vita al bagno :P

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  3. hahaha sì... è vero... I giapponesi hanno la testa sulle spale.. speriamo che smettino di inventare dei cani roboti e lavorino più nel settore bagni! :)

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  4. ahahah grande Clara! purtroppo il bagno pubblico è davvero fonte di ansia e stress per moltissime di noi...la mia personale esperienza in quel di Milano può forse completare il quadro da te ben delineato. Nella prestigiosa UNIMI, prima università italiana nel ranking di Taiwan (chissà le altre cazzo!!!), e in particolare nell'aula Sacco (peraltro situata all'interno di un OSPEDALE), manca una componente fondamentale: sciacquone funzionante!!! per ovviare a questo PICCOLISSIMO inconveniente, del tutto trascurabile effettivamente, siamo costrette a entrare in bagno con tutto quello menzionato sopra più un secchio precedentemente riempito di acqua per mezzo del quale eliminiamo le prove del nostro passaggio nel WC...

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  5. Ahahahahahahah ma scherzi?? Questa non mi è mai capitata!! Il peggio che ho visto è stato trovare una moquette di assorbenti usati...non menziono il wc intasato di materiale organico perchè temo che tutte abbiamo avuto questa orribile visione almeno una volta nella vita!

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  6. Ciao cara,
    vincere la sfida wc spetta solo a noi donne...poi ci chiedete perchè la fila è più lunga nei nostri bagni? Forse perchè noi abbiamo anche una maggior tendenza a bere? Poi inconveniente pipì. Quando sono in giro per Milano ho i miei posti fissi, non sono pulitissimi ma almeno sono gratis. Baci buona giornata Alex

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  7. Cara Alex, come al solito gli uomini non possono capire queste finezze :) Un bacione!

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  8. Non so se sei mai stata pendolare ma aggiungi a tutto questo che l'unico cesso sul TAV è quello per i disabili (che non faranno mai e poi mai pipì in quel porcile) quindi più alto del normale, che io sono alta un metro e uno sputo e che il treno traballa.... o.O

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    1. Mamma che odio i bagni dei treni! Io evito di andarci a meno che non sia questione di vita o di morte...col terrore di cadere ad ogni sbalzo bleeeeeah!

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  9. Ahahahah!!!!!! Oddio, mi fai troppo ridere!! Comunque hai veramente ragione, io se posso i bagni pubblici li evito! :)

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  10. mamma mia che disavventura! io per lo meno rimasi chiusa in classe, non nel cesso xD però ero piccola, alle elementari... la classe era a mensa e io chiusa in classe per sbaglio, nessuno aveva notato che ero rimsata dietro l'armadio (c'era un lavandino dove ci lavavamo le mani prima di pranzo)... piansi tutto il tempo xD

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    1. Oddio che trauma O.o Almeno quella del bagno è divertente...la tua invece sa un po' di scuola horror Dadda XD

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