Saturday, September 30, 2017

Islanda on the road (parte 3): diario di viaggio e consigli per organizzare un itinerario fai da te

Hverir

Amici, rieccomi con la terza parte del nostro itinerario! Se vi foste persi dei pezzi, potete recuperarli QUI e QUI :)

Mercoledì 30 agosto/giorno 5: le meraviglie del lago Myvatn

Questa giornata si rivelerà incredibile: quello che abbiamo visto, il sole, il cielo senza una nuvola, la compagnia, le risate...è stato tutto perfetto e mi resa felice come non lo ero da tempo. Tutta la vacanza in generale, ma forse questo giorno è quello che ricordo con più gioia. O forse no. Non so, non saprei scegliere!

Dopo la parca colazione alla Guesthouse ci rimettiamo in marcia e arriviamo a Reykjahlid (ci siamo informati sul significato degli onnipresenti "reyk" e "vik", traducibili rispettivamente con "fumo" e "baia"), il centro abitato più vicino alle attrazioni naturali del lago Myvatn. Ai lati della strada c'è un discreto numero di autostoppisti.
Questa regione è incredibilmente attiva a livello geologico, ragion per cui c'è moltissimo da fare e da vedere. Col sole è davvero spettacolare e si apprezzano al meglio i colori particolari dell'ambiente. Se aveste poco tempo a disposizione e foste incerti se scegliere questa zona o il Circolo d'Oro, forse vi consiglierei di recarvi direttamente qui (non ci sono i geyser ma ci sono mille altre cose altrettanto belle).
Per iniziare ci spariamo subito Grjótagjá, che gli appassionati del Trono di Spade (presente!) conosceranno in quanto set della scena d'ammmore tra Jon e Ygritte. Per restare in tema, anche le scene oltre la barriera sono state girate in Islanda, nella penisola di Snæfellsnes e più precisamente vicino al monte Kirkjufell. La grotta si trova su una proprietà privata, è visitabile ma non balneabile anche perchè l'acqua è troppo calda (mi sembra intorno ai 50°). Il soffitto è franato in seguito ad alcune eruzioni ma si riesce ancora a raggiungere l'acqua, anche se noi siamo rimasti più verso l'ingresso. Passeggiando sopra la grotta si vede invece una faglia abbastanza grande. 
La tappa successiva dovrebbe essere Dimmuborgir, ma grazie alle mie scarsissime abilità di navigatrice ci perdiamo e tornando indietro decidiamo di visitare la zona nord.
Lungo la statale, come vi avevo già anticipato, si vede questo lago azzurrissimo in cui un tubo scarica con gran frastuono le acque di scarto di una centrale idroelettrica: è Bjarnarflag, e vi assicuro che è difficile distogliere gli occhi da un turchese così acceso.
Proseguendo, ci si inerpica in mezzo a monti che passano da un marrone chiaro a un giallo ocra, e scendendo vediamo fumo, fumo e fumo: siamo arrivati a Hverir, o, come l'ho soprannominato io, Marte. Sembra di essere atterrati sul pianeta rosso: è tutto un tripudio di ocra, giallo, bianco, rosso e marroni di ogni tonalità. Il suolo è costellato di pozze di fango ribollenti, fumarole e depositi sulfurei. L'odore pestilenziale è molto forte, io non ne sono particolarmente toccata ma E. quasi sta male (vi risparmio i dettagli). Tuttapposto tuttaposto, cosa sarebbe la vita senza un po' di pepe? Vorrei darvi una descrizione calzante ma credo che "assurdo" sia l'aggettivo migliore, perchè questo posto è qualcosa di stupefacente, che è necessario vedere con i proprio occhi. Dopo cinque giorni faccio fatica a pensare che l'Islanda e Milano siano parte dello stesso pianeta.
Proprio di fronte a Hverir, c'è una strada che sale di nuovo e passa in mezzo ad una grande centrale elettrica, portando a Viti e a Leirhnjúkur.
Viti è un cratere al cui interno si è formato un lago, con una brevissima passeggiata abbiamo ammirato un paesaggio molto scenico (ormai non faccio altro che dire "bello", "stupendo", "magnifico", io tra un po' avrò esaurito gli aggettivi e voi vi sarete strarotti le scatole). 
Leirhnjúkur invece è una zona con altre solfatare, ma vi consiglio di andarci non tanto per vedere fumi&simili, quanto perchè potrete fare una piacevolissima camminata che personalmente mi è piaciuta un sacco: siamo passati tra zolle erbose e colate laviche "normali" (si vede proprio la lingua che scende dalla cima del monte) e dalle forme strane, con sullo sfondo le ormai tipiche montagne gialline fumanti, per arrivare infine ad un laghetto dal colore più lattuginoso di Bjarnarflag. 
Maniche corte, occhiali da sole, un paesaggio mozzafiato, silenzio e la persona amata: cosa si può volere di più? E' per questo che quando penso all'Islanda penso alla felicità totale, assoluta, completa che ho provato in quei giorni, senza aver bisogno di circondarmi di borse, gioielli, cose: semplicemente io e la natura in tutta la sua bellezza, la sua maestosità, la sua potenza. Ed è incredibile quanto questo riesca a farti provare delle sensazioni che non proverai mai con ciò che il denaro ti può comprare (che poi vabbè, 'sta vacanza mi è costata un botto ma avete capito quello che intendo). Questo viaggio mi ha un po' cambiata, mi ha davvero toccata nel profondo perchè ho provato delle emozioni che non mi sarei mai aspettata e che mi hanno travolta. *fine del momento Osho filosofia spicciola*
Vabbè, basta sentimentalismi, ne riparliamo la prossima volta che torno a casa con due paia di scarpe nuove.
Dicevo. Sì, il Myvatn. La nostra ultima fermata è Dimmuborgir, sulla riva sud. Dal parcheggio dove iniziano i sentieri si vedono benissimo il lago e tutte le isolette (che in realtà sarebbero crateri) che ne costellano la superficie. Dimmuborgir è un campo lavico diverso da tutti quelli che vedrete in Islanda, perchè qui raffreddandosi (non chiedetemi perchè e percome che non ho capito) la lava ha formato delle torri, dei pinnacoli e delle strutture molto grandi e dalle forme particolari. Se Hverir era Marte, Dimmuborgir è Mordor. Noi scegliamo di procedere lungo il "Sentiero della Chiesa", che porta ad una fantastica formazione che ricorda davvero la navata di una chiesa.
La giornata purtroppo volge al termine e mi metto alla giuda, direzione Seyðisfjörður. La tentazione di riprendere la deviazione per Dettifoss è tanta, ma purtroppo nun se po fà. La strada, così come ieri, è bellissima da percorrere e poco dopo Hverir vediamo sullo sfondo delle montagne di perfetta forma conica. Iniziano a comparire i segnali di attraversamento renne, ma non siamo abbastanza fortunati. Il viaggio procede serenamente finchè arriviamo al passo di montagna che bisogna superare per raggiungere Seyðisfjörður: curve a gomito, pendenza credo del 90%, strapiombo da un lato e niente guardreil. Io e le mie vertigini cediamo volentieri il volante ad E. Purtroppo siamo circondati da nuvole e in cima la visibilità è piuttosto scarsa, ma quando ricominciamo a scendere sul versante opposto notiamo che i monti a lato sono verdi, piatti in cima e attraversati da tante (ma veramente TANTE) cascate lunghissime e strette. 
Il paesino è piccolo e le casette sono quelle tipiche norvegesi, fatte un tempo di legno e ora di lamiera verniciata a colori vivaci (ma come fanno a non volargli via con tutto quel vento?); la chiesetta è molto carina e col selciato dipinto. Il Post Hostel in cui alloggiamo non è il massimo della pulizia, siamo sollevati di aver preso una camera con bagno privato (chissà quello in comune...). Per pranzo abbiamo mangiato i soliti panini abbrustolendoci al sole di un area pic nic vicino al supermercato di Reykjahlid e le nostre pance cominciano a protestare vivacemente. Decidiamo di provare con il pub "El Grillo" e...miracolo!!! Ottima scelta, gridano vittoriosi gli stomaci provati agitando bandierine e lanciando grida di giubilo! Alla modica cifra di circa 23€ (non chiedetemi la conversione in ISK, non ho mai imparato) spazzoliamo delle costine e una coscia di agnello, oltre a una patata ripiena di burro alle erbe e un'insalatina. Senza alcun dubbio il pasto più soddisfacente della vacanza, ed era buono davvero, non buono da "ho così fame che anche del riso scondito mi sembrerebbe incredibile". Pazzesco quanto una pancia piena possa risollevare gli animi, vero?

Grjótagjá


Bjarnarflag

Hverir



Viti

Leirhnjúkur



Dimmuborgir




Seyðisfjörður

Distanze:
  • Húsavík/Reykjahlid: 45 min (tutte le attrazioni naturali sono nel raggio di 10 min da Reykjahlid)
  • Reykjahlid/Seyðisfjörður: 2.30 h
Tappe opzionali: nessuna

A presto con il quarto e ultimo post della serie :*

2 comments:

  1. Come già ti avevo detto la volta scorsa, sono invidiosa nel senso buono :D una vacanza da sogno in luoghi da sogno, coronata da ottimo cibo, è il meglio che si possa auspicare... sono felicissima che ti sia divertita così tanto. Un bacione!

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    1. Il cibo ha lasciato un po' a desiderare ma per il resto è stata...wow!! Grazie mille :*

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